Tre orecchie

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Di Angelina Iannicelli
In una grande villa in Islanda nacquero cinque nuovi cuccioli del cane di casa. Quattro erano nati bellissimi ed intelligentissimi, sapevano quanto faceva 2×2, 6×2 e 5×4 e tutti li ammiravano. L’ultimo cagnetto purtroppo non aveva una zampa e la coda, ed aveva in più tre orecchie enormi e tutti lo disprezzavano. I bambini del posto lo chiamavano Tre orecchie. Lui non era come i fratelli: non poteva correre come loro, non poteva scodinzolare quando era felice, non ripeteva certo le tabelline ma aveva un buon carattere e sapeva che un giorno tutti lo avrebbero apprezzato. Un giorno una grossa aquila volò sulla grande casa e vide i teneri cuccioli correre sul prato. L’aquila pensò di chiamare i suoi fratelli per rapire al volo i cuccioli da dare come a cena ai loro aquilotti appena nati. Nel frattempo Tre orecchi, come al solito, all’ombra di un grande albero guardava giocare i suoi fratellini quando grazie alle sue grandi tre orecchie sentì un fruscìo di tante ali. Si accorse che quattro grandi aquile stavano per afferrare i fratellini. Allora incominciò ad abbaiare fortissimo. Il padrone uscì di casa e con un fucile sparò in aria per allontanare le aquile che tornarono al nido a bocca asciutta. Da allora tutti considerano Tre orecchie un cane speciale, capace di sentire il pericolo da lontano.
Ognuno di noi e speciale nel suo essere diverso