Paolo Genovese al Fabula: “Interessante questo modo di fare cultura. Essenziale il confronto coi giovani”

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È sempre bello incontrare i ragazzi, per questo motivo torno con piacere a Fabula”. Con queste parole, il regista Paolo Genovese, ha inaugurato l’anteprima della nona edizione del Premio Fabula che ieri pomeriggio si è tenuta in piazza Municipio a Bellizzi. Una chiacchierata informale, tante domande da parte dei giovani creativi e la presentazione di “Il primo giorno della mia vita” sono stati gli ingredienti di una serata magica che fa già pregustare quello che sarà la nuova edizione della kermesse dedicata alla scrittura dai ragazzi che, anche quest’anno, si terrà dal 1 al 6 settembre, sempre a Bellizzi. “Aldilà di quello che io posso fare per loro – spiega il regista a chi gli chiede come mai ha deciso di tonare a confrontarsi con i giovani –  è più importante quello che loro possono fare per me con le loro domande, le loro storie e quindi mi piace molto questo modo di fare cultura. Lo trovo molto interessante soprattutto per una generazione che ha bisogno di questi incontri cinematografici e non visto che a scuola non ne parlano”.

L’appuntamento, organizzato con la collaborazione del Forum delle Culture e delle Pari Opportunità del Comune di Bellizzi e dell’associazione Fortis, condotto dal direttore artistico Andrea Volpe, è stato anche l’occasione di parlare dell’opera letteraria del regista che, in poche settimane, è già alla terza ristampa. “È un romanzo gioioso anche se paradossalmente parte da un tema molto duro – racconta Genovese -. Quattro persone che hanno toccato il fondo e pensando di non farcela incontrano un uomo misterioso che gli dà una mano e li fa ripartire dando un nuovo senso alla loro vita. Gli insegna a guardare le cose da un altro punto di vista. È un romanzo felice sul ricominciare, sulla possibilità di partire da zero, sul bisogno che ognuno di noi ha di essere salvato. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci tenda una mano anche in maniera simbolica”.