Michele e i malfattori 

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Di Alessandro Barbato

Un giorno, un uomo che si chiamava Michele e abitava ad Avellino era andato a Salerno per fare visita i suoi amici. Tutti insieme andarono a fare una passeggiata sul lungomare e poi andarono un al cinema per vedere un film.

Quando la sera Michele tornò a casa, stanchissimo, andò a dormire e spense le luci. Dopo un paio d’ore sentì rumori: era l’acqua che stava gocciolando dal rubinetto del bagno. Poi sentì altri rumori dalla camera da letto ed ebbe la sensazione che fossero dei passi. Quando tornò in camera da letto non trovò più la macchina fotografica e il cellulare. Con il telefono di casa chiamò la polizia. Quando la polizia arrivò in casa sua, Michele cercò di spiegare l’accaduto nei minimi dettagli. I poliziotti fecero un giro per perlustrare tutte le stanze e videro che la finestra del bagno era stata forzata. I poliziotti si accertarono che il ladro non fosse ancora in casa dopodiché salutarono Michele e andarono via. Il giorno seguente Michele chiamò l’idraulico per far riparare la perdita d’acqua nel bagno, furono sostituiti i tubi rotti con quelli nuovi e non si sentì più il gocciolare dell’acqua. Una delle seguenti notti però Michele sentì ancora di rumori, qualcosa come vetri rotti di una finestra. Andrò a controllare la finestra del salotto e vide che era stata ridotta in frantumi. Trovò un sasso sul pavimento e pensò che chi fosse stato volesse in qualche modo intimorirlo. Così contattò la polizia per raccontare l’accaduto.

La polizia informò Michele che stava cercando di rintracciare i ladri tramite il cellulare rubato ma le sorprese non erano finite. Una sera, rientrando a casa, aprendo la porta percepì subito dei rumori e vide che la luce era accesa, il divano era tutto strappato e il televisore era rotto. Allora Michele prese la decisione definitiva di mettere un antifurto. Ne fece installare uno con videosorveglianza in modo che le telecamere potessero controllare la casa a tutte le ore. Questa trovata permise di riconoscere i malfattori tramite le telecamere e finalmente la polizia fu in grado di acciuffarli e portarli in prigione. Michele riuscì finalmente a tornare ad avere una vita serena nella tranquillità della sua amata a casa.